Come deve essere una buona madre

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Published on 17 Novembre 2019 by

Non ci sono formule per essere una buona madre, non ci sono scorciatoie.

Si può avere una maggiore e minore predisposizione ed empatia verso i propri figli, ma una buona madre lo si diventa attraverso l’esperienza.

L’esperienza è un percorso fatto di sbagli e di cose giuste, di prove ed errori, di fatica e motivazione che ogni mamma deve acquisire.

Come mostra anche questo video, il ruolo di madre è estremamente difficile e il dubbio di non essere all’altezza non deve motivo di sconforto.

Una buona madre non è la madre perfetta, è la madre che riesce a motivare il figlio a trarre da sé stesso il meglio possibile.

Quello della madre è un incoraggiamento silenzioso a compiere un cammino, un cammino che in molti casi è fatto insieme, ma che non deve mai sovrapporsi od ostacolarsi.

Il video mostra questo bambino così desideroso di imparare a giocare a calcio ma che presenta parecchie difficoltà nel gioco.

La mamma, di fronte alle difficoltà del figlio, guardando anche le altre madri, si chiede se davvero è una buona madre, se davvero riesce a fare il massimo affinché il figlio riesca nel suo obbiettivo.

Chiede all’allenatore (ma potrebbe essere anche un insegnante qualsiasi) circa i progressi del figlio e l’allenatore dice quello che spesso si dice per indorare la pillola: “suo figlio si impegna molto ma non riesce a raggiungere i risultati, gli mancano i fondamentali”.

Quando il figlio si abbatte perché non riesce a fare quello che agli altri bambini riesce facilmente, come ad esempio colpire la palla di testa, la madre gli ricorda che comunque ha fatto dei progressi e che manca giusto un pochino, per raggiungere il risultato.

Basta questo per motivare di nuovo il bambino ma, allo stesso tempo, la mamma, come ogni altra mamma, si chiede se non stia mentendo al figlio, se non gli stia raccontando una bugia.

Una brava madre consiglia ma non impone il percorso, suggerisce e motiva ma non si sostituisce ai figli che devono trovare, autonomamente, la loro strada

Quando, nella corsa, il bambino incespica ed arriva sempre dietro agli altri bambini, la madre gli ricorda che è sufficiente che si concentri sul bambino che gli sta davanti e non su tutti gli altri, che quello dovrebbe essere abbastanza.

Ma il dubbio di essere una cattiva madre ritorna, chiedendosi se non stia ferendo il figlio nel suo orgoglio.

Il bambino si impegna sempre al massimo ed arriva il giorno della partita e, proprio mentre la sua squadra sta perdendo, il bimbo riesce in quello che non gli è mai riuscito: fare gol con un colpo di testa.

Questo video insegna molte cose, la prima delle quali è che ogni risultato si ottiene con sforzo e determinazione, ma anche con una politica dei piccoli passi, senza pretende di ottenere tutto e subito.

Insegna che una buona madre sprona il figlio anche se in cuor suo nutre dei dubbi sul’efficacia di ciò che insegna al figlio, perché una buona madre non è quella che sa sempre cosa fare, ma che si chiede cosa fare e cerca di fare del suo meglio.

Il video si chiude con la presa di coscienza di questa mamma che riconosce che probabilmente non è la madre migliore perché non vuole che suo figlio sia sempre il numero uno.

Questo riconoscimento è al tempo stesso una denuncia di un modello sbagliato che vuole che tutti i bambini debbano sempre eccellere in qualcosa, un modello che non contempla la sconfitta o il semplice arrivare secondi.

Ma questa madre è anche consapevole del suo esempio positivo, perché vuole che il figlio sia, in primo luogo in gara con sé stesso, migliorandosi ogni giorno e diventando un uomo migliore in ogni campo.

La vera gara è quella che facciamo su noi stessi, dando il meglio di ciò che possiamo dare, e l’insegnamento di questa madre credo che possa davvero fare di lei una buona madre.

La vera vittoria, quindi, è quando ci miglioriamo, anche solo di un pochino, tutti i giorni, e vinciamo su noi stessi.

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