Come reagire ad un tradimento: la via orientale

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Published on 28 Ottobre 2019 by

Come reagire ad un tradimento?

A tutti capita di essere traditi: negli affetti, nel lavoro. Capita tutti i giorni.

Il tradimento e la disillusione sono, in un certo senso, la medesima cosa: un venire meno delle aspettative che noi nutrivamo verso un’altra persona.

Un venire meno di fiducia che è tanto più doloroso quanto più la persona è a noi vicina ed intima.

Di fronte ad un tradimento, il primo sentimento è quasi sempre quello di rabbia, in altri casi subentra la disperazione o l’amarezza.

Molto dipende dalla nostra personalità di ciascuno di noi, ovviamente, ma il desiderio di rivalsa, di “farla pagare” a chi si è preso gioco di noi, a chi ci ha così amaramente deluso, è uno dei sentimenti predominanti.

Purtroppo, la rabbia, in certe circostanze, trova un suo naturale sfogo.

Spesso non si compiono gesti violenti (si spera sempre che non si arrivi a tanto) ma certi atteggiamenti e certe parole, piene di risentimento se non di odio, trovano il modo di manifestarsi attraverso di noi.

Ma se qualcuno ci tradisce, è così sbagliato desiderare di punirlo per il suo tradimento?

È così sbagliato credere che, in un modo o nell’altro, il traditore sarà punito? Magari per qualche legge karmica?

Che cos’è il tradimento?

Il tradimento è umano, le persone scelgono, le persone decidono di fare ciò che vogliono fare.

Cosa significa questo?

Significa che noi non possiamo avere il controllo delle azioni delle altre persone, significa che il tradimento è qualcosa che non va contro a un principio assoluto, il tradimento va contro quelli che, in primo luogo, sono i nostri principi morali.

Certo, il traditore non ha infranto alcuna legge, altrimenti sarebbe stata l’autorità stessa a punirlo.

Il traditore ha infranto la legge che noi stessi ci siamo dati e che forse abbiamo, con troppa fretta, creduto che fosse una legge assoluta ed universale.

Ecco che cos’è il tradimento: un venire meno agli obblighi che noi sentiamo l’altra persona debba avere nei nostri confronti.

La violazione del patto

Quando ci sentiamo traditi è perché sentiamo che il patto, non scritto, tra noi e l’altro è venuto meno.

Sentiamo che l’altra persona ha violato il patto, ma era un patto che forse non era mai stato esplicitato, non come la promessa che ci si fa davanti all’altare, quanto meno.

Può accadere che noi stessi abbiamo frainteso il patto, estendendolo ad un’altra persona che, credevamo, avesse i nostri stessi valori.

Ma non è così: ogni persona fa ciò che vuole fare, ogni persona ha una sua autonomia decisionale e un suo sistema di valori che può non essere affine al nostro.

Un relazione è sempre variabile, ogni relazione si muove su un filo e ci vuole molta attenzione per mantenere un fragile equilibrio.

Insomma, nei rapporti umani tutto è precario, è la natura stessa dell’essere umano ad essere precaria.

Chi si sente tradito è perché ha voluto trasformare quella stabile precarietà in qualcosa di assoluto.

Ma chi aspira a rapporti con persone che non cambino mai, che si mantengano sempre fedeli ai nostri valori, deve dialogare con i morti, più che con i vivi.

Le persone, in quanto esseri viventi, sono in continuo divenire e proprio in questo sta la difficoltà di gestione dei rapporti umani.

Persino chi tradisce può essere preso dal rimorso e sentire il rimpianto per la propria azione. Il tradimento è quanto mai variabile.

La via orientale al tradimento

La grande differenza che separa l’Oriente dall’Occidente sta nel fatto che in Oriente vi è un predominio della contemplazione e in Occidente un predominio dell’azione.

Beh, un tempo era così, almeno.

Qui da noi, in Occidente, di fronte ad un tradimento, si scatta immediatamente, c’è una immediata ed inevitabile reazione.

Non ci si chiede tanto i perché e i per come delle cose: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Certo, certo, la casistica è più stesa di così: c’è chi di fronte ad un tradimento incolpa l’altro e chi, al contrario, si colpevolizza e si macera nei sensi di colpa, chiedendosi dove ha sbagliato.

In molti casi la persona tradita crede di essere essa stessa la causa del tradimento, specie quando si tratta di un tradimento amoroso.

Ma è sempre un agire e un reagire, non se ne esce.

Quando le tue illusioni sono infrante, solo siediti ed osserva, non reagire.

Quando le tue aspettative vengono infrante e ti trovi disillusa/o è, per certi versi, un’ottima cosa.

Significa che la vita ti sta portando più vicino alla realtà ed è un’opportunità per fermarsi e per cercare di capire come vanno le cose, anche le relazioni umane.

Punire colui che ci tradisce non trasformerà in meglio la nostra vita, avremo qualche malsana e temporanea soddisfazione ma poi, probabilmente, ci pentiremo a nostra volta della “soddisfazione” che ci siamo presi nei confronti di chi ci ha tradito.

A caldo, quando la rabbia e la disillusione per essere stati traditi è ancora fresca, il prenderci una rivalsa potrà garantirci anche un effimero piacere, ma poi, più tardi, probabilmente ci sentiremo in colpa anche per questo.

Il senso di tradimento

Il tradimento come opportunità

Considerare l’essere traditi come un’opportunità può fare alzare più di un sopracciglio, ma è così.

Chi tradisce sta aprendo un orizzonte spirituale per noi, qualcuno ci sta facendo realizzare quanto siano precarie tutte le relazioni umane.

Il prenderne coscienza non ci dà certamente piacere ma ci avvicina alla realtà, ci avvicina a ciò che siamo, non a ciò che non possiamo essere.

Vivere nell’illusione non è vivere, vivere nell’illusione renderà solo più amaro il risveglio che, presto o tardi ci sarà.

Nel tradimento crediamo che ci venga negato qualcosa, non importa come, crediamo di essere stati defraudati di un nostro diritto.

Persino la morte dell’altro, in alcuni casi, viene percepita come un tradimento.

Ma le relazioni umane sono di una natura completamente diversa.

Dovrebbero essere più come uno stare insieme per condividere le diversità che come un estrarre qualcosa da qualcun altro.

Insomma, il traditore, suo e nostro malgrado, ci spinge ad affacciarci sulla realtà e a vedere le illusioni che ritenevamo assolute come tali, come illusioni, appunto.

Arrivare a dire che chi ci tradisce sia un benefattore per noi, è qualcosa che solo i mistici possono arrivare a dire, ma certamente il traditore ci spinge ad interrogarci sulla nostra stessa natura e almeno di questo dovremmo essergli grati.

Nessuno è nostro amico, nessuno è nostro nemico, ma tutti possono essere nostri maestri e fornirci un’occasione per imparare, anche dal tradimento.

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