Il miglior politico del mondo

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Published on 28 Ottobre 2019 by

Non so se José Pepe Mujica possa considerarsi il miglior politico del mondo.

José Pepe Mujica è stato il Presidente dell’Uruguay ed è ora in pensione, ma la lezione, spesso non raccolta, che ha dato agli altri e più potenti politici, lo ha reso un leader molto popolare tra le persone comuni.

Se il compito del politico è quello di servire i propri cittadini, allora possiamo dire che Mujica ha ricoperto al meglio quel ruolo.

Un politico deve essere anche un sognatore, avere una visione della società ed essere coerente a quella visione.

Si badi bene, ho detto una visione, non una ideologia: il tentativo di realizzare le ideologie è quasi sempre finito in stragi e bagni di sangue in cui il popolo è sempre stato la prima vittima.

Mujica ha un approccio umanistico alla politica, vede le ingiustizie che affliggevano la società e cerca, nel suo piccolo, di porvi rimedio.

Spesso anche il miglior politico del mondo si trova inerme di fronte alla complessità dei problemi che riguardano la gestione di uno Stato e, per quanto i politici possano essere (anche giustamente) disprezzati dall’opinione comune, bisogna cercare di capire che nessun politico, da solo, può cambiare le sorti di un popolo o di uno Stato.

Mujica è un politico davvero unico, un ex leader dell’opposizione che ha trascorso 12 anni in prigione, in questo senso la sua storia lo accomuna a quella di Nelson Mandela, in Sud Africa.

In questo video, non a caso, ritorna l’argomento dell’Africa e Mujica ricorda che le donne che devono camminare per chilometri per fare scorta di acqua non sono povere di acqua, sono povere della nostra umanità.

Un grande politico ha una visione che va oltre il confine del proprio Stato, ha la chiara cognizione che la politica dovrebbe avere come unico scopo quello di risolvere i problemi dell’umanità intera, o almeno cercare di farlo.

I politici e la politica devono essere un esempio a cui riferirsi e fare politica dovrebbe, appunto, essere concepito come un servizio, non già come un tentativo di accumulare denaro e potere per soverchiare, in maniera più o meno tirannica, il popolo.

Il Capitalismo, nella visione di Mujica ha delle evidenti pecche, se è vero come è vero che la ricchezza si concentra nelle mani di poche persone e ai miliardi di altri esseri umani non rimangono che le briciole.

Il lavoro del buon politico dovrebbe essere volto anche a ridurre queste diseguaglianze.

Il Capitalismo, la globalizzazione, non sono fenomeni da rigettare, ma da governare.

Il consumismo che ci spinge ad acquistare beni di cui non abbiamo realmente bisogno, al fine di produrre una crescita economica che deve essere inarrestabile, è qualcosa di mostruoso.

Abbiamo perso la nostra vita per essere noi stessi un granello nell’ingranaggio di questo mondo che ha perso, a sua volta, ogni punto di riferimento esistenziale.

Quando compriamo un bene di consumo, non lo paghiamo con il denaro ma con la nostra stessa vita, la vita e il lavoro che abbiamo speso per poter guadagnare il denaro necessario per comprare quel bene di consumo.

Ma vi è una grande differenza: la vita non è un bene di consumo, e il tempo della vita è l’unica cosa che non si può comprare.

Io credo che se il politico deve essere un esempio, Mujica  sia stato un esempio per molti, da accostare ai grandi personaggi come Mandela e Ghandi, personaggi che furono esempi di vita prima ancora che politici.

Mujica è sempre vissuto, anche durante la sua presidenza, nella sua piccola casa di campagna, guidando la sua vecchia auto e devolvendo il 90 % del suo stipendio alle associazioni umanitarie, ecco perché può essere considerato il miglior politico del mondo.

Non perché lo sia in sé, ma perché diventa un esempio degno di ammirazione di fronte allo squallore della politica che, troppo spesso, abbiamo davanti agli occhi.

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