Il potere delle parole

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Published on 4 Aprile 2016 by

Questo bellissimo video mostra come le parole, scritte e dette, possano toccare il cuore di chi legge e ascolta in maniera molto diversa.

Spesso non diamo molto peso alla forma delle parole, non diamo peso al tono, non rendendoci conto che le parole, alla fin fine, sono un mezzo di fortuna, assolutamente inadeguato ad esprimere i sentimenti e, molto spesso, anche i concetti.

Nel video vediamo un cieco che, seduto su un marciapiede, chiede l’elemosina. Tutt’intorno gente per lo più indifferente. La gente passa distratta davanti al suo cartello su cui ha fatto scrivere semplicemente “Sono cieco, vi prego aiutatemi”.

Una donna, all’apparenza in affari, una di quelle persone che ti aspetteresti poco attenta al prossimo, passa davanti al cieco senza lasciare alcuna elemosina e quando già lo aveva superato, leggendo anch’essa distratta il cartello, torna sui suoi passi e, senza dire una parola, scrive con un pennarello qualcosa di nuovo, riposiziona il cartello a fianco del cieco e se ne va.

Il cieco constata subito come il nuovo messaggio sia foriero di maggiori guadagni: la gente legge il cartello e dona qualcosa.

Ripassando di lì sul far della sera, dopo la giornata di lavoro, la donna si ferma di nuovo davanti al cieco che la riconosce toccando le scarpe che la donna indossa. Il cieco le chiede cosa avesse scritto sul suo cartello e lei semplicemente risponde: “ho scritto la stessa cosa ma con parole diverse”. La ripresa si sposta sul cartello su cui la donna aveva scritto “Oggi è una bellissima giornata e io non posso vederla”.

Questa frase non riassume solo la condizione, come quella precedentemente scritta, ma anche il sentimento di impotenza del cieco e la sua impossibilità di poter godere delle bellezza del mondo come tutti gli altri. Allo stesso modo, noi che leggiamo, ci sentiamo partecipi, empatici, verso la condizione del cieco e,  in quella frase, riscopriamo la fortuna di essere sani, quella fortuna che troppo spesso diamo per scontata, tanto da non percepirla come il più grande dei valori e non apprezzarla come dovrebbe invece essere.

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