Essere ricchi non è quanto possiedi ma quanto sei disposto a dare

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Published on 3 giugno 2016 by

Che cos’è la ricchezza?

Il rapporto genitori e figli, lo sappiamo, è spesso conflittuale, gli scontri generazionali ci sono sempre stati e quando non risolti danno vita a conflitti che portano ad un progressivo distacco.

In questo video motivazionale vediamo come quello che, agli occhi del figlio, appare come il fallimento del padre, povero e senza una vera prospettiva di futuro, si rivelerà, dopo la morte di quest’ultimo, non come un fallimento ma come il coronamento di una vita spesa per il prossimo e per insegnare al figlio i veri valori della vita.

Nel video il figlio percepisce la propria condizione di povertà come qualcosa di inaccettabile e il paragone al tenore di vita agiato delle famiglie degli amici di scuola lo fa apparire ancora più amaro.

Ma dietro alla povertà del padre si nasconde qualcosa di ben più duraturo ed importante della ricchezza e del denaro: la capacità di donare ai più sfortunati e di farlo anche a nome del figlio che, completamente all’oscuro della bontà del padre e delle sue azioni, si distacca progressivamente dalla figura genitoriale per trovare il proprio successo nella vita.

Alla morte del padre scoprirà come la povertà del genitore, e di conseguenza la sua, fosse una povertà volontaria in quanto i soldi venivano donati ad un istituto per ragazzi meno fortunati. Il padre faceva le donazioni a nome del figlio che, come detto, scoprirà solo post mortem la grande generosità del padre e la ragione di certi suoi comportamenti.

Certo, si potrebbe obiettare che un buon padre non avrebbe tenuto all’oscuro il figlio della sua “seconda vita”, ma il video ha un fine morale e si può perdonare questa apparente incongruenza.
Inoltre, come viene detto nel Vangelo, il padre applica qui la norma secondo la quale chi fa beneficienza la dovrebbe fare di nascosto e non con l’intenzione di attirarsi il plauso del mondo.

Tutto il video ruota intorno alla massima che “la ricchezza non è quanto si possiede, ma quanto si è disposti a dare“.

Il figlio apprenderà questa importante lezione solo dopo la morte del padre, scoprendo a cosa erano destinati i soldi per le “tasse” a cui anche lui contribuiva con la sua piccola paghetta.

Quando finalmente tutto è stato chiaro nel comportamento del padre, anche il rimorso per non avere compreso la sua umanità diventa forte e, in tal modo, il figlio, oltre ad onorare la figura paterna, decide di proseguirne in quelche modo l’opera comprendendo che davvero la felicità consiste nel dare molto di più di quanto consista nell’avere.

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