Un video sul sistema scolastico italiano

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Published on 17 Febbraio 2020 by

Il sistema scolastico italiano, come ogni altro sistema scolastico, in genere, lascia poco spazio alla creatività e tanto spazio all’omologazione.

Lascia che ti dica una cosa: non sono tra quelli che tirano in ballo il famigerato “sistema” a cui dare la colpa di tutte le cose che non vanno nel mondo.

Quella di accusare “il sistema” è un modo semplice quanto banale per tirarci fuori dalle responsabilità, dal momento che anche noi, con le nostre azioni e le nostre scelte, contribuiamo ad alimentare e a sostenere “il sistema”.

Pensare che un sistema, brutto e cattivo, ci soverchi e ci impedisca di essere quello che vogliamo essere è solo una scusa per la nostra ignavia.

Detto questo, è evidente che il sistema scolastico italiano, per come è strutturato, persegua dei fini che non sono esattamente quelli di sviluppare e valorizzare le inclinazioni e le capacità personali di ciascuno.

Ciò vuol dire che dal sistema non si può uscire?

Il sistema scolastico e il mondo del lavoro

Certamente è più facile che il sistema scolastico cambi noi più di quanto noi si abbia la forza di cambiare il sistema scolastico, nessuno lo nega, ma questa non è una giustificazione per non tentare.

Bisogna trovare un’altra via, riformare il sistema scolastico italiano per renderlo più efficiente e non schiavo del mondo del lavoro.

Quello che si è cercato di fare, negli ultimi anni, non è stato, a mio avviso, totalmente negativo: si è cercato di riformare il sistema scolastico per avvicinarlo alle aziende.

Sai, se mi guardo indietro e analizzo come è stata la mia esperienza scolastica, posso dire tranquillamente che essa era strutturata esattamente per fornire nozioni per riempire la testa degli studenti.

Questo “nozionismo”, spesso, era totalmente avulso dalla realtà in cui si viveva e chi usciva dalla scuola si trovava a confrontarsi con un mondo del lavoro che non sapeva che farsene di quel nozionismo solipsistico.

Ogni uomo passa molti anni della sua vita (i più belli), dentro le aule degli istituti scolastici.

Ho visto persone perdersi, là dentro, incapaci di vedere il senso in quell’apprendimento, spesso mnemonico, che finiva per prosciugarli di ogni vitalità.

Per contro, ho visto studenti brillanti, che sembravano fatti per lo studio, quelli che in pagella avevano sempre voti altissimi.

Ma mentirei se ti dicessi che, anche tra questi ultimi, io abbia visto persone davvero pensanti, capaci di formulare ragionamenti complessi che non fossero un mero tentativo di spiegare la realtà con quello che avevano letto sui libri.

Una nuova prospettiva per il sistema scolastico

Ecco: se c’è una cosa che il sistema scolastico italiano non ha mai fatto è questa: non insegna le persone a pensare, a formulare un ragionamento critico.

Neppure io, da studente, sapevo pensare, inutile negarlo. Ed ero anche un pessimo studente, di quelli che “tiravano a campare”.

Però sapevo osservare e saper osservare è il primo passo per riuscire a formulare, successivamente, una propria visione del mondo.

Per imparare a pensare, però, sono dovuto uscire da quel sistema, un sistema che, a mio avviso, allenta le corde mano a mano che si prosegue con il ciclo di studi.

Alle elementari, per quanto si disegni e si giochi, l’apprendimento è rigido e strutturato.

Arrivando all’università si ha anche la possibilità di crearsi un proprio percorso di studi, magari seguendo corsi che poco c’entrano con l’indirizzo scelto.

Ma a quel punto, ormai, è già troppo tardi, la vitalità degli anni migliori se ne è già andata e sei già pronto per l’età della responsabilità.

Comunque, per tornare al punto, è evidente che la “vita reale”, quella del mondo del lavoro che ti deve dare la possibilità di guadagnare, di farti una famiglia ecc., deve confrontarsi con il mondo della scuola.

Difficile cambiare il mondo del lavoro se non si cambia la scuola, e viceversa.

Quel che è certo è che bisogna tentare, per non avere rimpianti, come ben è evidenziato in questo video che mostra sia lo studente che il lavoratore avvizzire e scolorirsi come piante prive di linfa vitale.

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